giovedì 4 dicembre 2008
In vista di Heliopolis
Io sono il comandante Lucius de Geer. Sono un soldato. E lo sono poichè in esso vi è ancora qualcosa di utopico, qualcosa che aspiri alla forma, che dia ordine. Sono ancora giovane per essere troppo saggio, quindi osservo, ascolto, ed obbedisco. Nella certezza che gerarchie superiori possano ancora esser degne di fede, io obbedisco. A lui. Che è il mio Proconsole. A lui, che fra il ronzio anarchico delle api, oh buon Padre Felix, mi insegna una teologia nascosta, tanto semplice quanto magica. Ma badate, datemi un comando, datemi quattro uomini e vi prenderò quello scoglio senza che il vento se ne accorga. Heliopolis è lenta, serena, meravigliosamente pagana; siamo riusciti in quel che voi cittadini dell'occidente dietro a me non avreste saputo sperare, con le vostre manie freudiane, le vostre finte gerarchie, le vostre voglie di potere, le vostre piccole invidie, le vostre enormi debolezze. Noi abbiamo riscoperto l'atto, il fare, lo abbiamo imprigionato, energheion l'abbiam chiamato, ne abbiam fatto un nostro composto capriccio dopo esservi penetrati sin nel midollo: abbiamo dominato la Tecnica. Ora qui tutto scorre calmo, pulito, azzurro, erotico. Mio compito è difendere questo Rinascimento dal Podestà, dall'antico ricordo dei vostri mali, dall'eterno, sferico, ritorno dei vostri biechi, peccaminosi e cattolici orientalismi. Vi osserverò per questo, vi scriverò per questo. Ma con calma, perchè Heliopolis merita molto del mio servigio.
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8 commenti:
Bentornato!
Grazie, Carlo
Bentornato Lucius. Com'è andata alle Asturie?
Affascinante questa obbedienza e questa "teologia nascosta". Mi divertirebbe fare la parte del teologo (ma il teologo era a Eumeswil o a Heliopolis??) ma purtroppo non ne ho le competenze.
Ah, sai che dopo la tua improvvisa "dipartita" sono stato vinto dall'impulso di guardarmi un paio di cartoni animati di corto maltese?
Grazie, Vince!!!Un buon viaggio da Lacertosa. Dunque, a Heliopolis trovi la figura di padre Felix...non proprio un teologo. Ad Eumeswil, trovi Vigo e Bruno...uno è uno storico, l'altro una sorta di "uomo di pensiero"...in Junger non c'è mai nulla di dogmatico.A presto.
lucius, però io ricordo anche un capitolo in cui l'io narrante (più ci penso e più mi sembra Martin Venator) va a seguire la lezione di un teologo, il quale racconta un caso capitato in tempi e luoghi lontani, in un posto particolare, una scogliera solcata da un sentiero molto stretto, tanto stretto da non poter essere percorso contemporaneamente nei due sensi, né permettere di girarsi e tornare sui propri passi. A metà strada si incontrano due carovane, e bisogna stabilire chi dei due debba cedere il passo all'altro, e cioè sopravvivere...
Era "An der Marmorklippen" ("Sulle scogliere di Marmo.") Un attacco anche contro Hitler e i nazis...
Se leggete inglese, see my blog on the anarch (l'anarca) in Eumeswil.
http://ernst-juenger.blogspot.com
Karl Fraser
Scusate, ma ho sbagliato.... Questo racconto del sentiero stretto era compreso in una lezione alla scuola di guerra che Lucius de Geer visitava, cioe' in Heliopolis.
Karl Fraser
http://ernst-juenger.blogspot.com
karl, grazie. Ed era la lezione di un teologo, vero?
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