sabato 3 gennaio 2009

I morti della non vittoria

L'epoca moderna è complessa. Strana. Due popoli in guerra da sessantanni. Con le loro ragioni, chi ne ha di più chi ne ha di meno. Chi usa la democrazia chi il terrore, chi il fondamentalismo chi il fanatismo, chi gli scudi umani chi i missili ad alta precisione. In fondo la massificazione del soldato non risparmia nessuno: si è solo certi del massacro. Tuttavia stupisce come la non vittoria fra Israele e Palestina, abbia intaccato il conflitto stesso. Come se nemmeno Guerra fosse più in grado di portare Ordine. Mi sfuggono le matrici junghiane del fenomeno, dovessi occuparmene le cercherei nel razzismo che l'uno prova per l'altro. Abbattere definitivamente la propria nemesi rischierebbe di porre fine al triste gioco della non vittoria, dove chi sopravvive, per lo men, può far finta di avere una sua identità.

martedì 30 dicembre 2008

L'uomo massa

In poche parole l'uomo massa è lo stupido che non si vergoga d'essere stupido, ed anzi, nel non vergognarsi, nel renderlo manifesto e segno di gloria, rende stupidi tutti coloro che lo osservano: l'uomo stupido è contagioso, e come la peggiore delle pestilenze, gode oggi degli strumenti più ampli per far si che tutto instupidisca nel modo più veloce e concreto possibile.

mercoledì 24 dicembre 2008

Sociologia del Natale

La trama è ben delineata. Vi è un ricco, ancor giovane, ricco poichè cinico. Nella società capitalista non si è mai ricchi poichè bravi, ma ricchi poichè cinici. Su questo occorrerebbe ragionare. Fatto sta che il giovane, ricco e cinico, avvicinandosi il Natale, sbrocca, entra in una depressione post-adattamento fordista e finanziario, scoprendosi irrimediabilmente solo. Questa è la trama di tutti i film che le tv occidentali trasmettono dal 19 al 25 dicembre. Variazioni sul tema a parte, il messaggio è chiaro: l'industrialismo ti devasta, ti atomizza, ti rende ancor più solo di quel che sei per natura. Non far, dunque, cazzate e cerca i valori profondi della famiglia protestante anglosassone, poichè senza famiglia e amore, non si campa. Il punto, è che gli sceneggiatori non scherzano, ma più o meno superficialmente, spiattellano sotto forma di commedia triste una delle verità più profonde e complesse dell'individuo umano: senza amore, senza l'Altro, non si campa. Si può essere ricchi e cinici quanto si pare, ma a questa legge di natura non si comanda. E che il meccanismo, crisi economica e finanziaria a parte, reiteri scientificamente il circolo vizioso del mutuo, del credito, del consumo irrazionale proprio della piccola-borghesia globale non conta. Al cuore non si comanda. Soprattutto a Natale!

venerdì 19 dicembre 2008

Piccole oligarchie dei nuovi Lumi

Quando non c'è autorità, c'è potere. L'autorità è riduzione all'uno. E questa cosa non piace ai democratici. Il potere, al contrario, è per sua natura plurale. Quindi democratico. Il fatto che il potere si eserciti democraticamente, è ovvio, piace ai democratici i quali escludono qualsiasi altra forma di comando. La democrazia senza autorità è pluralismo delle oligarchie; è gruppo contro gruppo, famiglia contro famiglia, posizionamento contro posizionamento. Succede tra Fini e la Chiesa. Succede in un modo assurdo. La frase "il potere dà alla testa" è propria della tradizione popolare; 90 su 100 ci si azzecca. Ma ciò non deve avere un significato irrazionale: la scelta eurolaicista del Fini amico di Valery Giascard d'Estaing ( ricordiamo qui che la Massoneria francese si dice non iniziatica e non trascendente, quindi materialista ) è ovviamente dettata da una circostanza sociale e culturale ben delineata, netta. La stessa circostanza che i Popolari spagnoli ( assai cattolici e al massimo massoni anglosassoni quindi credenti ) guidati da Aznar disprezzano nel termine "sarkotraffico", intuendo l'ormai palese amicizia statolatrica ( si dice?) fra il tanto amato Sarkozy e lo scimmiesco Zapatero. Non ho potuto seguire da Heliopolis l'incontro fra l'ex Primer Ministro e il leader della Camera; non fatico ad immaginare però un clima confuso. Ma questa Destra dei nuovi Lumi è autocosciente? Forse in Fini, la cui partecipazione come attore protagonista a certi salotti risulta palese. Di sicuro non nel resto del Pdl. Il trucco della società liquida è in fondo anche quello di creare soldati. Certo soldati con riserve, non i soldati entusiasti del 900, e pur sempre soldati. Bastano due anfetamine e si assalta il Vaticano. Cosa che in altre circostanze e per altre ragioni risulterebbe persino eroico o salutare. Dunque nel gioco della democrazia ci troviamo a tifare il Cavaliere del Nord, o la liberista Aguirre, o l'Orso della steppa, o la cacciatrice dell'Alaska, poichè, come dimostrano i cinque panetti di tritolo inesplosi nei magazzini parigini, la massoneria laica e laicista, non iniziatica e positivista, contro certe dinamiche "trascendenti" nulla può. Dunque da Heliopolis, dove io difendo l'autorità, tifo il gioco dei reazionari, pur non essendo nemmeno conservatore, sperando che quell'altra oligarchia, quella assurda cosa incontrollata che risponde al nome di Magistratura ( da magis, più, forza, potere appunto ) non trucchi le carte in favore del primo Podestà dalla parlata barcollante.

giovedì 4 dicembre 2008

In vista di Heliopolis

Io sono il comandante Lucius de Geer. Sono un soldato. E lo sono poichè in esso vi è ancora qualcosa di utopico, qualcosa che aspiri alla forma, che dia ordine. Sono ancora giovane per essere troppo saggio, quindi osservo, ascolto, ed obbedisco. Nella certezza che gerarchie superiori possano ancora esser degne di fede, io obbedisco. A lui. Che è il mio Proconsole. A lui, che fra il ronzio anarchico delle api, oh buon Padre Felix, mi insegna una teologia nascosta, tanto semplice quanto magica. Ma badate, datemi un comando, datemi quattro uomini e vi prenderò quello scoglio senza che il vento se ne accorga. Heliopolis è lenta, serena, meravigliosamente pagana; siamo riusciti in quel che voi cittadini dell'occidente dietro a me non avreste saputo sperare, con le vostre manie freudiane, le vostre finte gerarchie, le vostre voglie di potere, le vostre piccole invidie, le vostre enormi debolezze. Noi abbiamo riscoperto l'atto, il fare, lo abbiamo imprigionato, energheion l'abbiam chiamato, ne abbiam fatto un nostro composto capriccio dopo esservi penetrati sin nel midollo: abbiamo dominato la Tecnica. Ora qui tutto scorre calmo, pulito, azzurro, erotico. Mio compito è difendere questo Rinascimento dal Podestà, dall'antico ricordo dei vostri mali, dall'eterno, sferico, ritorno dei vostri biechi, peccaminosi e cattolici orientalismi. Vi osserverò per questo, vi scriverò per questo. Ma con calma, perchè Heliopolis merita molto del mio servigio.